OGGETTO: DPCM 8 giugno 2023 Giubileo 2025 - Intervento n. 146 Porto turistico - crocieristico di Fiumicino Isola Sacra

Le scriventi associazioni  chiedono alle istituzioni preposte di abbandonare il progetto di costruire un terminal crocieristico nell’Isola Sacra di Fiumicino; tale progetto è inserito nel programma dettagliato per il Giubileo 2025, come “intervento essenziale”, con Amministrazione proponente e soggetto attuatore il  Comune di Fiumicino, con un costo totale dell’intervento di 439 milioni di euro a carico di “altre fonti di finanziamento”. Il soggetto che ha avanzato la richiesta nel 2022 è la società “Fiumicino Waterfront S.r.l.” controllata al 100%  dal gruppo Royal Caribbean, che  ha acquisito all’asta la concessione del Porto Turistico di Fiumicino-Isola Sacra in seguito alla procedura concorsuale della Società in liquidazione Iniziative Portuali.

L’intervento a nostro avviso non riveste alcun interesse pubblico, sia in generale, sia rispetto al Giubileo, anzi avrà impatti devastanti su un bene collettivo come la costa e il mare laziale, ed è soprattutto un grave errore, sia per motivi connessi strettamente all’impatto territoriale sia per considerazioni generali sulla politica portuale nel territorio regionale e nell’intero Paese.

Vogliamo evidenziare come risulti invece ulteriormente da rafforzare, nel quadro degli interventi necessari per il Giubileo, un efficiente e rapido  collegamento tra il Porto di Civitavecchia – scalo pubblico,  già  attrezzato come porto crocieristico, nonché già oggetto di consistenti investimenti pubblici per il suo potenziamento – e Roma /Vaticano. In attesa di investimenti nella infrastruttura ferroviaria che lo rendano maggiormente fluido, sarebbe già oggi possibile attivare la connessione, mediante un cambio di banco o una manovra nella stazione di Roma Trastevere, per raggiungere la stazione di Roma San Pietro.

Cominciamo dal quadro strategico complessivo.

Sin ad oggi nel nostro Paese i terminal crocieristici sono stati condivisi dalle diverse compagnie armatoriali, consentendo per questa via, da un lato, una competizione equilibrata nel mercato, dall’altro, una ottimizzazione della capacità di approdo. Introducendo con questa iniziativa la possibilità di assegnare un terminal in uso esclusivo ad una delle compagnie si spezza questo equilibrio e si determinerà la richiesta di analoghe iniziative da parte di altri armatori.

Inoltre Royal Caribbean ha acquisito il controllo di una società in stato fallimentare, che aveva in pancia l’assegnazione della concessione per la costruzione di un porto turistico a fini diportistici. Certamente è poi necessario avviare le complesse procedure per la variante al piano regolatore portuale approvato nel 2004: non vi è dubbio, infatti, che l’occupazione ex novo di un consistente tratto di mare comporta, oltre a numerosi e dettagliati studi propedeutici tra cui la VAS per l’ambito portuale e la VIA per le opere infrastrutturali, l’avvio dell’iter approvativo con le modalità e le  intese tra soggetti istituzionali previste dalla vigente normativa.  Questa procedura non ci risulta nemmeno iniziata, mentre è chiaro che, per consentire l’attracco di navi da crociera, sarà necessario effettuare un dragaggio che cuba almeno tre milioni di metri cubi: un’opera che richiede un iter di autorizzazione presso il Ministero della Transizione Ecologica, che non sappiamo se sia stato avviato, né sappiamo se il costo di questa operazione sia a carico dello Stato, quindi con il beneficio a vantaggio di un singolo privato.

In ogni caso riteniamo che  il combinato disposto tra gli adempimenti connessi alla modifica del Piano regolatore portuale e la procedura di autorizzazione e realizzazione del dragaggio determinerebbero l’impossibilità di rendere disponibile il terminal per l’avvio del Giubileo del 2025.

A nostro avviso l’interesse pubblico va in altra, opposta, direzione.

Il porto di Civitavecchia, denominato Port of Rome, è il secondo scalo crocieristico d’Europa, dopo Barcellona, per numero di passeggeri. Depotenziarne la funzione, realizzando un terminal vicino, riduce il valore degli investimenti pubblici, di quelli effettuati nel passato e di quelli che sono previsti in futuro per migliorarne i collegamenti con la città di Roma. Ed anche in questo caso a vantaggio di solo uno dei soggetti del mercato rispetto alla concorrenza.

Ma sarebbe grave anche l’impatto sul territorio di Fiumicino. Il sistema della mobilità, già messo a dura prova dall’aeroporto internazionale in quanto la città non è dotata di collegamenti ferroviari 1 , subirebbe un collasso che non potrebbe essere evitato dalle opere accessorie che sono state ipotizzate (comunque su gomma) nell’ambito del progetto del terminal crocieristico.

Le grandi navi viaggiano con una capacità di 5.000 passeggeri e di 2.000 membri di equipaggio, e Roma costituisce una attrazione tale da determinare certamente un afflusso considerevole di clienti.
La congestione che ne deriverebbe è destinata a creare, soprattutto in alcuni momenti dell’anno, la paralisi del territorio cittadino.

Una gestione razionale indurrebbe, piuttosto che costruire un nuovo terminal a Fiumicino, a mantenere il sistema crocieristico del Lazio concentrato sul porto di Civitavecchia, provvedendo, prima dell’inizio del Giubileo del 2025, a mettere in pista un collegamento ferroviario con la stazione di Roma San Pietro, tecnicamente possibile, con cambio di banco o operazione di manovra nella stazione di Trastevere, senza attendere la realizzazione degli investimenti necessari per la connessione ferroviaria diretta.

Ma ci sono molte altre allarmanti controindicazioni per le ricadute sul territorio, a partire dalle criticità ambientali su cui sarà predisposto uno specifico approfondimento.

Desta preoccupazione l’inquinamento addizionale che sarebbe determinato dalle grandi navi da crociera che sono, insieme alle porta container, i mezzi di trasporto più inquinanti del pianeta, assieme agli aeromobili. Secondo stime della UE, una sola nave inquina come 14.000 automobili.
Tale inquinamento dell’aria si sommerebbe alle emissioni prodotte dagli aerei, così come l’inquinamento acustico.

Ma deve essere considerato anche il nuovo argine realizzato dalla Regione Lazio per contenere il rischio idraulico, con lo scopo  di far espandere l’area golenale in caso di piena del Tevere. Per assurdo, proprio di fronte alla golena dovrebbe essere costruito il Porto con l’approdo crocieristico, le cui strutture potrebbero ostacolare il libero deflusso delle acque verso il mare.

Riteniamo inoltre importante considerare che l’approdo delle grandi navi alla foce del Tevere, i cui fondali sono bassi e fangosi, può determinare un serio rischio per la sicurezza della navigazione. Sempre in tema di sicurezza, ricordiamo che l’autorità per la sicurezza del volo, ha fissato in 48 mt l’altezza massima nell’area destinata al porto, mentre le grandi navi indicate da progetto superano i 70 mt.

Infine, esprimendo stupore e rammarico per il fatto che un’area di grandissimo pregio potenziale, a pochi passi dalla Capitale d’Italia, sia stata lasciata per anni nel degrado fino a renderla una landa desolata e inospitale, chiediamo se siano state valutate le conseguenze irreversibili sul paesaggio della costa, sull’ambiente e sull’ecosistema marino e costiero per la realizzazione di un’opera non necessaria, né per il Giubileo, né  per l’economia del Paese..

Chiediamo a tutti  gli interlocutori istituzionali:

  •   se sia in corso e a che punto dell’iter si trovi la revisione del Piano regolatore del porto di Fiumicino
  •  se sia stato presentato dalla società proponente il progetto di dragaggio funzionale all’ingresso ed alla uscita delle navi da crociera
  • quale sarà il soggetto istituzionale responsabile per la trasformazione della concessione, oggi  limitata alla costruzione di un porto turistico, mentre il progetto prevede il suo cambiamento verso la costruzione e la gestione di un terminal crocieristico
  • quali siano i tempi previsti per la realizzazione dell’investimento, secondo un cronoprogramma che tenga conto della approvazione della revisione del Piano regolatore e della esecuzione del dragaggio
  • se sia stata effettuata una adeguata analisi sugli impatti del terminal crocieristico sulla mobilità di Fiumicino e sui collegamenti da e per Roma
  • se sia stata effettuata una analisi costi benefici per valutare le conseguenze di questo investimento sul sistema portuale e territoriale del Lazio.

Le scriventi associazioni si battono per  uno sviluppo economico sostenibile, che porti benessere ai territori senza “danni collaterali” per la natura, per i beni comuni e per la salute dei cittadini, e senza regali al profitto privati a detrimento delle risorse pubbliche. Vogliamo costruire soluzioni affermative, ma nell’interesse generale e nel rispetto dell’ambiente e delle persone.

In fede

Ass. Carteinregola – Comitato I Tavoli del Porto – Ass. Mare Libero di Ostia Italia Nostra Roma – Agenda Tevere – VAS Verdi Ambiente Società – Lipu/BirdLife Italia

What's your reaction?
Thank you for your vote!
Post rating: 0 from 5 (according 0 votes)

Aggiungi Un Commento

Rimani sempre aggiornato

Cambia il pianeta insieme a noi, rimani informato con la newsletter VAS

Powered by: nabo.digital © 2023. All Rights Reserved.

vai su