Condividiamo la dichiarazione di Ermete Ferraro, referente circolo VAS Napoli.
DAL “PIANO DEL VERDE” AL VERDE SPIANATO…
Dopo la precedente strage di alberi all’interno del Parco Mascagna – che ne aveva ridotto il patrimonio arboreo a soli 116 esemplari, come certificato dal censimento effettuato dallo specifico servizio comunale – il 4 novembre un semplice cartello scritto a mano ha annunciato una sua nuova chiusura “per esecuzione di lavori di manutenzione”.
Come si è accertato dopo aver interrogato l’Assessorato al verde, si trattava invece di ulteriori 5 abbattimenti, riguardanti 2 querce, due lecci ed un esemplare di palma, da accertamenti agronomici classificati “con alta propensione al cedimento…con conseguente rischio elevato di schianto”.
“Come associazione ambientalista, abbiamo chiesto di visionare le relazioni tecniche, per comprendere quella anomala procedura d’urgenza – dichiara Ermete Ferraro, responsabile VAS Napoli – verificando che, ancora una volta, si trattava in 4 casi su 5 di alberi di alto fusto infestati da parassiti, per i quali nessun trattamento fitoterapico si era intrapreso, benché già segnalati nella precedente ricognizione agronomica”.
VAS Napoli si unisce ai Comitati e alle Associazioni che da anni denunciano la poca attenzione dell’Amministrazione comunale per la prevenzione e cura del già scarso verde cittadino, che richiederebbe una manutenzione ordinaria molto più regolare ed efficace. Viceversa, il pur discutibile Piano del Verde, dopo la discussione in Consiglio Comunale nello scorso Aprile, non risulta ancora approvato e vigente, così come non risultano operativi i 400 giardinieri che avrebbero dovuto incrementare l’organico dei due specifici servizi comunali.
“Proseguono inopportune capitozzature e discutibili abbattimenti ‘ad horas’, sebbene le stesse schede agronomiche comunali prevedano un’altra decina di possibili interventi alternativi (dal consolidamento al diradamento o riduzione della chioma, dalla eliminazione delle branche a rischio alla elevazione di impalcatura…) – aggiunge Ferraro – Prosegue poi la discutibile procedura di non
preavvisare di eventuali criticità le organizzazioni ambientaliste (in barba ai principi di trasparenza e partecipazione sanciti nello stesso Regolamento del Verde), così come persiste lo svolgimento di attività comunali in affidamento a ditte esterne, la cui urgenza non era stata certificata dalla Disposizione Dirigenziale n. 10731_73 del 4/11/2025, che si limitava a notificare l’ennesima chiusura del Parco per una ‘manutenzione’ che, in effetti, lo ha deprivato di altri 5 alberi”
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