Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Ancona:
SCELTE TIMIDE E AMBIGUE
PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DEL COMITATO PORTO-CITTA’ DI ANCONA
CIRCOLO TERRITORIALE VAS

Il Comitato Porto-Città di Ancona – Circolo Territoriale Verdi Ambiente e Società ha presentato le proprie osservazioni al PUMS del Comune di Ancona.

Dopo tanti anni in attesa di questo Piano strategico, che ha il compito di indicare gli obiettivi e le azioni per ridurre del 55% le emissioni inquinanti del traffico entro il 2030, oltre ad affrontare i problemi connessi al trasporto nelle aree urbane per renderlo più sostenibile e rispettoso della qualità della vita nelle città, oggi rimarchiamo la nostra delusione per l’assenza, nella stesura del PUMS, di quella iniziale caratterizzazione del contesto ambientale entro cui si sarebbero dovuti sviluppare i contenuti propri del Piano. Ne deriva un vuoto in cui i dati del rilevamento del traffico sono fini a sé stessi e non restituiscono la conoscenza complessiva dell’inquinamento causato dal traffico alla città e dalla quale attingere contenuti e strategie migliorative da attivare. Anche l’esplicito riferimento agli esiti del Piano Inquinamento Atmosferico del 2021 (PIA 1) e al PIA 2025-2027 restano citazioni senza alcuna funzione diagnostica e/o propositiva.  

Con ciò il PUMS rimarca e accetta l’assenza del monitoraggio atmosferico di Ancona che abbiamo sempre denunciato e che abbiamo contestato anche in queste osservazioni, cioè la cattiva abitudine di utilizzare i dati di rilevamento della stazione della Cittadella che già il PIA 1 segnalava come deficitaria nella misurazione di valori inferiori del 50% per l’NO2 e del 70% per il PM10. La trasparenza del rapporto con i cittadini impone l’uso corretto degli strumenti con i quali operare per il monitoraggio che dovrà registrare la situazione ante PUMS di Ancona valido per il confronto con ogni successivo monitoraggio previsto nelle varie fasi di realizzazione del Piano.

Insomma, ci saremmo aspettati un Piano più coraggioso, senza tentennamenti né ambiguità di scelte, anche perché a questo punto della storia, se l’accelerazione verso le rinnovabili è inevitabile, tanto vale guidare la trasformazione sostenibile con più fermezza e maggiore consapevolezza.

Le nostre osservazioni chiedono anche altro: diminuire l’accessibilità del traffico privato generalizzato; liberare le strade grazie ai parcheggi per i residenti; implementare i sensi unici per allargare i marciapiedi; aumentare la mobilità dolce e le aree pedonalizzate; verificare l’adeguatezza delle aree ZTL e ZAC e della mobilità portuale; regolamentare la logistica; curare la comunicazione pubblica, in modo diffuso e continuo, di tutte le fasi di realizzazione del Piano, perché la conoscenza dei dati reali e corretti rende i cittadini consapevolmente attivi. 

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