CICLO DEI RIFIUTI: IL COMUNE DI ROMA RIEMPIE LA CITTÀ DI INFRASTRUTTURE INDUSTRIALI E PROVOCA LA PROTESTA DEI CITTADINI

Lo diciamo da tempo: la strada intrapresa dal Comune di Roma in merito allo smaltimento dei rifiuti non è quella giusta. Per prima cosa ci sembra davvero grave il mancato coinvolgimento dei cittadini nelle scelte delle zone dove andare ad ubicare gli impianti e, anche su questi, abbiamo sempre ritenuto insensato il ricorso al termovalorizzatore che si vuole realizzare a Santa Palomba.

Accanto agli impianti di trattamento già disponibili, gestiti principalmente da AMA SpA, come impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) a Rocca Cencia e Malagrotta 1 e 2, le piattaforme di selezione per il materiale differenziato (Rocca Cencia, Laurentino) e il compostaggio a Maccarese, il Comune, invece di affrontare i deficit strutturali del sistema, ha deciso di realizzare nuovi impianti (selezione multimateriale a Ponte Malnome e Rocca Cencia, un impianto di digestione anaerobica a Cesano ed uno a Via di Casal Selce). Il parere tecnico relativo al biodigestore di Cesano, tra l’altro, ammette esplicitamente alcune criticità in particolare per PM10: le simulazioni mostrano che, sommato al fondo esistente, si prevede un superamento del limite giornaliero. La Corte di Giustizia UE ha già condannato l’Italia (10 novembre 2020) per i sistematici superamenti del PM10 nell’agglomerato di Roma.

A Casal Selce (Municipio XIII) è in fase di realizzazione un biodigestore anaerobico per il trattamento della frazione organica (FORSU). La popolazione si è mobilitata – almeno tre comitati locali tra cui il Comitato “Difendiamo Casal selce” che ha esperito una serie di ricorsi in giustizia e di mobilitazioni –  contro un impianto mai discusso con gli abitanti, in mezzo alle case ed in pieno agro romano.

La nostra associazione, insieme ad ARI, CROCEVIA  ed il Comitato “Ambiente Futuro” il 4 marzo , ha inviato una denuncia alla  COMMISSIONE EUROPEA – Direzione Generale Ambiente (DG ENV) chiedendo di  avviare una formale procedura d’infrazione contro la Repubblica Italiana ai sensi dell’art. 258 TFUE per violazione delle Direttive VIA (2011/92/UE), Habitat (92/43/CEE), Acque (2000/60/CE) e IED (2010/75/UE); richiedere la sospensione immediata dei lavori in attesa del completamento di procedure VIA e VIncA conformi al diritto europeo; raccomandare una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) dell’intera area Valle Galeria-Casal Selce-Malagrotta, considerando l’impatto cumulativo di tutti gli impianti presenti; raccomandare la dichiarazione dell’area come “Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale” e imporre l’aggiornamento dello studio epidemiologico DEP Lazio 2013; verificare la compatibilità con le norme UE del finanziamento di tale impianto.

Anche per il Termovalorizzatore a Santa Palomba VAS ha fatto un nuovo ricorso al TAR insieme ai Comitati dei cittadini che da tempo si stanno battendo contro la realizzazione di un impianto che porterà inquinamento e danni alle aziende agricole del posto

Del Biodigestore di Casal Selce e del Termovalorizzatore di Santa Palomba ne parliamo questa sera dalle 20,30, nella trasmissione Quo Vadis che VAS realizza su Teleambiente.

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