Condividiamo la dichiarazione del Presidente di Verdi Ambiente e Società, Stefano Zuppello.

Nucleare: Il Governo riporta l’Italia indietro.
Una scelta costosa che non risponde all’emergenza energetica e climatica

“Con il via libera definitivo alla legge delega sul nucleare, il Governo imbocca una strada che consideriamo profondamente sbagliata. Si promette agli italiani un nucleare nuovo, sicuro e sostenibile, ma oggi queste promesse si scontrano con una realtà molto diversa: tempi lunghi, costi elevati, problemi irrisolti sul fronte delle scorie e una dipendenza dall’estero che il ritorno all’atomo non cancellerebbe. Insomma, si ripropone un nucleare che il popolo italiano ha già bocciato in ben due referendum.

Si parla molto di piccoli reattori modulari e di tecnologie di nuova generazione, quasi fossero una soluzione già pronta da installare. Ma non possiamo costruire la politica energetica di un Paese su tecnologie che devono ancora dimostrare su larga scala tempi, costi e concreta competitività commerciale. La transizione energetica ha bisogno di risposte disponibili adesso.

Anche ipotizzando di partire immediatamente, un programma nucleare richiederebbe molti anni prima di produrre quantità significative di energia. Nel frattempo dobbiamo ridurre le emissioni, diminuire il consumo di combustibili fossili e rendere il sistema energetico più sicuro. Non possiamo permetterci di aspettare un futuro nucleare mentre rallentiamo le soluzioni che abbiamo già a disposizione.

VAS contesta anche l’argomento secondo cui il nucleare garantirebbe automaticamente l’indipendenza energetica del Paese. «Anche rispetto a quanto viene detto sull’indipendenza energetica non ci siamo. L’Italia non dispone di uranio e dovrebbe continuare a dipendere dall’estero per il combustibile e per parti importanti della filiera nucleare. Cambiare la materia prima da importare non significa, di per sé, conquistare l’autonomia energetica.

Resta inoltre aperta la questione dei rifiuti radioattivi. Prima di parlare di nuove centrali bisognerebbe spiegare agli italiani come e dove intendiamo gestire le scorie. Il nostro Paese deve ancora completare il percorso per una sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi già esistenti. Pensare di produrne di nuovi senza aver risolto fino in fondo questo problema significa scaricare costi e responsabilità sulle generazioni future».

La vera priorità dovrebbe essere accelerare sulle energie rinnovabili, sugli accumuli, sull’efficienza energetica, sulle reti e sull’elettrificazione dei consumi. Sono strumenti sui quali possiamo intervenire subito e che possono ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili. Invece di inseguire la promessa di un nucleare che forse produrrà energia tra molti anni, l’Italia dovrebbe investire con decisione nelle soluzioni che possono produrre risultati già oggi. La transizione ecologica non ha bisogno di un ritorno al passato, ma di scelte concrete per il futuro”.

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