Condividiamo la dichiarazione del Presidente di Verdi Ambiente e Società, Stefano Zuppello

Caldo record in Italia e in Europa, 
La crisi climatica presenta il conto. 
Mentre la politica discute, i cittadini pagano il prezzo più alto

L’ondata di caldo estremo che sta colpendo l’Italia e gran parte dell’Europa conferma che la crisi climatica non appartiene più al futuro ma al presente. Temperature record, siccità, incendi ed eventi meteorologici estremi stanno producendo effetti sempre più pesanti su salute pubblica, agricoltura, ecosistemi ed economia.

“Da anni la comunità scientifica avverte che l’aumento delle emissioni di gas serra avrebbe provocato il riscaldamento globale. Oggi non siamo più nel campo delle previsioni, ma dei fatti. Chi continua a minimizzare dovrebbe guardare il termometro, i raccolti, i fiumi e i costi che famiglie e imprese stanno già sostenendo”, dichiara Stefano Zuppello, presidente di Verdi Ambiente e Società. “Le cause sono note: combustibili fossili, consumo di suolo, cementificazione, distruzione degli ecosistemi e un modello di sviluppo che continua a relegare l’ambiente in secondo piano. Nonostante conferenze internazionali e promesse solenni, le risposte politiche restano largamente insufficienti”

Secondo Zuppello, il vero problema non è la mancanza di conoscenze scientifiche ma la scarsità di volontà politica. “Assistiamo da troppo tempo a un teatro climatico globale: si annunciano obiettivi ambiziosi, ma si continua a rinviare le decisioni necessarie. La crisi climatica viene trattata come un problema di domani mentre colpisce già oggi.”

Il presidente di Verdi Ambiente e Società sottolinea inoltre come gli effetti del caldo estremo colpiscano soprattutto le persone più fragili. “Anziani, bambini, persone con patologie croniche, lavoratori esposti all’aperto e famiglie che vivono in abitazioni poco isolate pagano il prezzo più alto. Per molti il caldo non è un disagio, ma un rischio concreto per la salute. Esiste una vera disuguaglianza climatica: chi ha maggiori risorse può proteggersi meglio, mentre le fasce più vulnerabili subiscono l’aumento dei costi energetici, dei prezzi alimentari, dei danni causati dagli eventi estremi e delle spese sanitarie. La crisi climatica sta diventando anche una crisi sociale.”

Per Zuppello servono investimenti nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica degli edifici, nella tutela del territorio, nella mobilità sostenibile e nelle politiche di adattamento, accompagnati da misure che garantiscano una transizione equa.

“Fa quasi tenerezza vedere che esistano ancora professionisti del dubbio che cercano di raccontare che tutto questo sia normale. La fisica dell’atmosfera non si lascia impressionare dai comizi, dai social o dalle campagne elettorali. Il clima non aspetta i tempi della politica e non negozia con la propaganda.”

“Di fronte a questa nuova estate di record – conclude Zuppello – non servono dichiarazioni rituali ma decisioni immediate e coraggiose. Il cambiamento climatico sta già colpendo milioni di cittadini europei e, come sempre, a pagare il prezzo più alto sono coloro che hanno meno strumenti per difendersi.”

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