Cassa Depositi e Prestiti ora punta alla Laguna

 

Ex Ospedale a mare

«Il Fondo investimenti per il turismo stanzia grosse somme a Venezia Progetto anche per Sant’Angelo delle Polveri, Th Resorts partner privilegiato».

È il Fondo investimenti per il turismo lo strumento con cui la Cassa depositi e prestiti realizzerà l’importante investimento previsto nell’area dell’ex Ospedale al Mare del Lido, con un patrimonio di almeno 250 milioni di euro da investire nel 2017/18 a livello nazionale e che vede nella società padovana Th Resorts guidata da Graziano Debellini uno dei partner privilegiati.

Già acquistati cinque hotel da parte della Cassa da Th Resorts e da Valtur per oltre 90 milioni di euro, con una strategia che prevede che le strutture alberghiere vengano riqualificate e poi riaffittate alla precedente proprietà. 

È un meccanismo molto simile a quello “pensato” anche per l’ex ospedale al Mare, con la Cassa depositi che investirà sulla realizzazione dei due resort di lusso per circa 300 stanze e 600 posti-letto previsti nel complesso lidense e poi affiderà proprio alla Th Resorts e al Club Mediterranée la gestione delle due strutture.

Ed è stata la stessa società di Debellini – a quanto risulta – su incarico della società controllata all’80% dal ministero dell’Economia, a contattare l’azienda francese per farla entrare nell’operazione sul Lido.

Con la riqualificazione annunciata dell’ex ospedale al Mare, Cassa depositi e prestiti continua ad allargare sempre più il suo ventaglio di proprietà in laguna, divenuto uno dei suoi “terreni di caccia” preferiti per investimenti.

Tra i progetti possibili, trasformazione in un albergo anche dell’isola di Sant’Angelo delle Polveri, nella laguna sud, lungo il canale Contorta, che ha acquisito da qualche anno.

Ma continua anche la sua campagna-acquisti in città, con il Comune spesso come interlocutore privilegiato. 

La Cdp Investimenti ha acquistato due anni fa, per 20 milioni complessivi, Palazzo Diedo e Palazzo Gradenigo, per i quali aveva già trattato con l’allora commissario straordinario Vittorio Zappalorto.

Per Palazzo Diedo, ex sede della procura della Pretura, c’è già il cambio di destinazione d’uso e il permesso di costruire appena approvato, secondo un progetto già presentato da EstCapital quando il palazzo faceva ancora parte del Fondo immobiliare Città di Venezia, da cui poi è stato sganciato.

Un progetto che prevede la creazione di servizi igienici e magazzini al piano terra, funzionali al ristorante che si prevede di realizzare al piano ammezzato dell’edificio, mentre il primo e secondo piano saranno riservati a negozi e l’ultimo piano a due appartamenti. 

Sbarcata negli ultimi anni in laguna, la società del ministero dell’Economia sta conducendo una serie di operazioni immobiliari.

Si era cominciato appunto con l’acquisto dal Comune dell’ex ospedale al Mare del Lido.

Poi è toccato al fabbricato delle ex Carceri di San Severo a Castello, costruite dagli austriaci all’inizio dell’Ottocento, anch’esso acquisito dalla Cassa.

Ed è stato preso anche l’ex Casotto capogruppo di San Pietro in Volta e sono state messe le mani sull’isola di San Giacomo in Paludo.

La Cassa ha inoltre rilevato a prezzo di saldo dalla Regione il settecentesco Palazzo Manfrin sul rio di Cannaregio (stimato 16 milioni e mezzo e venduto a 10).

Tra le acquisizioni recenti, Palazzo Duodo e Palazzo Ziani, in fondamenta San Lorenzo. 

Tra pochi giorni, Cassa depositi e prestiti dovrebbe presentare il suo piano complessivi di investimenti nel settore turistico di cui anche la trasformazione alberghiera dell’ex ospedale al Mare fa parte.

La Cassa aveva indicato come una delle possibili destinazioni del complesso dell’ex ospedale al Mare quella delle Rsa, le residenze sanitarie assistite, per anziani o persone non autosufficienti, ma comunque con servizi non ospedalieri e di livello elevato.

Ma la “svolta” turistica, con l’implementazione del suo nuovo Fondo, ha invece portato verso la strada dei resort di lusso con Th Resorts e Club Med al suo fianco.

 

(Articolo di Enrico Tantucci, pubblicato con questo titolo il 3 giugno 2015 su “La Nuova di Venezia e Mestre”)

 

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