Condividiamo la recensione di Sante Cavalleri sul nuovo libro “Narrazioni di pace. Voci, idee e pratiche per un mondo senza guerra” a cura di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici.


“Narrazioni di pace. Voci, idee e pratiche per un mondo senza guerra”.
Pubblicato da Tau il nuovo libro di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici. La pedagogia della memoria e la responsabilità civile nell’orizzonte della nonviolenza contemporanea 

a cura di Sante Cavalleri

Nel panorama contemporaneo, segnato da una preoccupante recrudescenza del fenomeno bellico, dall’emergere di nuove forme di militarizzazione e da disuguaglianze strutturali che minano la coesione sociale, la riflessione sulla pace non può più essere relegata alla dimensione della pura astrazione teorica o dell’utopia distante. Al contrario, essa si impone come un’urgenza fenomenologica e pedagogica, una prassi quotidiana che richiede un’assunzione radicale di responsabilità civile.

Il volume di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici si inserisce in questo solco critico, configurandosi non semplicemente come una rassegna di opinioni, ma come un fitto tessuto di testimonianze e riflessioni polifoniche che ridefiniscono lo statuto ontologico della nonviolenza all’interno della complessità del nostro tempo.

Il valore epistemologico dell’opera risiede nella sua capacità di far convergere prospettive e sensibilità differenti – da quella spirituale e diplomatica del cardinale Matteo Maria Zuppi a quella radicale ed ecologista di Alex Zanotelli, fino alle analisi sociali e politiche di Vittorio Agnoletto, Moni Ovadia, Giorgio Cremaschi, Paolo Ferrero e Salvatore Izzo e molti altri. Questa pluralità di voci non genera frammentazione, ma si ricompone in un nucleo concettuale solido: l’idea che la pace non sia una condizione di passiva assenza di conflitto, bensì un processo dinamico, conflittuale e costruttivo, che si fonda sul dialogo e sul rifiuto sistematico della logica dell’amico-nemico.

Un asse portante del saggio è indubbiamente il legame indissolubile tra la memoria storica e l’impegno presente.

La memoria non viene intesa come una sterile celebrazione museale del passato, ma come un dispositivo critico attivo, un antidoto contro l’amnesia collettiva che spesso precede e giustifica le derive autoritarie e belliciste. L’atto di ricordare diventa così un dovere civico e un pilastro educativo.

In questa prospettiva, la commovente dedica personale agli affetti degli autori cessa di essere un elemento privato e si trasforma in un paradigma universale: l’intreccio tra la microstoria familiare e la macrostoria globale. Da un lato, il richiamo all’arteterapia come forma di cura, espressione interiore e catarsi nonviolenta (che vede la mamma di Laura, Angela Belluschi, protagonista di un presidio nel quale l’uso dei colori lotta contro l’avanzare dell’Alzheimer); dall’altro, il ricordo del dissenso antifascista nella Spagna franchista degli anni Sessanta (al quale fu vicino il papà, Giulio Tussi, che aveva prestato servizio in Marina e che, durante gli sbarchi in Spagna nei primi anni Sessanta, entrò in contatto con esponenti della resistenza antifranchista) una vicenda che testimonia la storicità della resistenza transnazionale contro l’oppressione.

Questi due frammenti biografici incarnano perfettamente le due dimensioni della pace analizzate nel testo: quella intima, legata alla cura dell’essere umano e alla sua espressione creativa, e quella pubblica, legata alla lotta politica e civile per la libertà.

L’esperienza dei dissidenti che, a vent’anni dalla fine della guerra civile spagnola, continuavano a tessere reti di opposizione alla dittatura di Franco ricorda che l’antifascismo e il rifiuto del totalitarismo sono radici storiche imprescindibili per qualunque architettura di pace duratura.

In definitiva, l’orizzonte tracciato dagli autori e dai loro interlocutori dimostra che la costruzione di una cultura di pace richiede un radicale mutamento di paradigma educativo. Smantellare le narrazioni di guerra significa edificare, giorno dopo giorno, una pedagogia della responsabilità che educhi il cittadino non alla conformità e all’indifferenza, ma all’ascolto dell’altro, alla gestione creativa del conflitto e alla solidarietà globale.

La pace, dunque, si rivela per ciò che è veramente: non un ideale irraggiungibile, ma una scelta concreta, una responsabilità etica ed estetica che interroga la coscienza di ciascuno di noi.

“Narrazioni di pace. Voci, idee e pratiche per un mondo senza guerra” è acquistabile in tutti gli store editoriali di vendita online e in tutte le librerie, anche su ordinazione, nonché sul sito di Tau Editrice.


Disegno di Angela Belluschi, madre della nostra giornalista Laura Tussi, con la presenza di Nora Romero e Johanna Aguilar che insieme costituiscono un autentico presidio creativo e artistico di arte terapia a supporto delle sindromi neurodegenerative al di fuori di un contesto ospedalizzato, ma nell’ambito familiare. La Belluschi ha anche colorato il disegno in copertina del libro

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