Condividiamo il contributo a cura della giornalista e autrice Laura Tussi
L’Algoritmo e l’Apocalisse.
L’intersezione tra Intelligenza Artificiale e deterrenza nucleare nella Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante
Nel luglio 2026, prima la Sala Consiliare del Campidoglio e poi la storica residenza pontificia di Castel Gandolfo sono state il teatro di uno dei confronti internazionali più urgenti del XXI secolo. Sotto l’egida della Santa Sede e del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, si è riunito un vertice globale promosso dai Premi Nobel per la Pace, focalizzato sul punto di intersezione più critico per la sopravvivenza della civiltà umana: la convergenza tra la corsa agli armamenti nucleari e il rapido sviluppo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Il lavoro era iniziato nei giorni precedenti in Campidoglio, dove da 30 Premi Nobel, ex Capi di Stato e di Governo, leader religiosi, autorevoli esperti di Intelligenza Artificiale e rappresentanti delle più importanti università e istituzioni di ricerca del mondo, si sono confrontai per promuovere un quadro condiviso di pace, innovazione etica e governance dell’intelligenza artificiale, per una Pace Disarmata e Disarmante.
Tra le forze trainanti della coalizione promotrice spicca l’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW), organizzazione insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1985, che da decenni affronta la questione atomica non soltanto sotto il profilo geopolitico, ma come la più grave e irreversibile minaccia alla salute pubblica e all’ambiente planetario.
La presenza dell’IPPNW a Castel Gandolfo ha riaffermato una visione etica e scientifica fondata su due pilastri strettamente interconnessi. Da un lato, il perseguimento del disarmo totale attraverso il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), entrato in vigore nel 2021 come strumento di diritto internazionale per sancire l’illegittimità etica e giuridica degli arsenali atomici. Dall’altro, l’urgenza di erigere un firewall permanente, invalicabile e regolamentato che separi tassativamente l’intelligenza artificiale dai sistemi di comando, controllo e comunicazione nucleare.
L’integrazione, anche solo parziale, di algoritmi predittivi, sistemi autonomi e modelli di apprendimento automatico nelle catene decisionali della deterrenza introduce infatti un livello di rischio senza precedenti. La velocità con cui gli algoritmi elaborano enormi quantità di dati riduce drasticamente i tempi di reazione dei decisori politici e militari, aumentando in modo esponenziale la probabilità di un’escalation involontaria provocata da errori di calcolo, allucinazioni dei modelli computazionali, falsi allarmi o attacchi cibernetici contro le reti strategiche.
L’atto conclusivo della conferenza, la Dichiarazione di Roma, raccoglie questa complessa eredità etica e politica formulando un appello stringente alle potenze nucleari. Il documento chiede l’avvio immediato di negoziati urgenti, condotti in buona fede e vincolati da scadenze precise, per giungere a un quadro internazionale capace di garantire l’eliminazione verificabile, irreversibile e controllata delle armi nucleari.
Richiamando il principio sancito dall’articolo VI del Trattato di Non Proliferazione (TNP), la Dichiarazione di Roma aggiorna la storica battaglia per il disarmo alla luce della rivoluzione digitale. Il pericolo non risiede più soltanto nella potenza distruttiva degli arsenali atomici, ma nella prospettiva che decisioni capaci di determinare la fine dell’umanità possano essere progressivamente delegate a sistemi algoritmici opachi, incontrollabili e privi di responsabilità morale.
La sfida del nostro tempo non consiste quindi semplicemente nel governare l’intelligenza artificiale o nel ridurre gli armamenti: consiste nell’impedire che l’incontro tra queste due tecnologie trasformi la deterrenza in un meccanismo automatico di apocalisse. Prima ancora che una questione tecnologica, è una scelta di civiltà.
Laura Tussi

Disegno di Angela Belluschi, che soffre di Alzheimer, madre della autrice, la nostra giornalista Laura Tussi, con la presenza di Nora Romero e Johanna Aguilar che insieme costituiscono un autentico presidio creativo e artistico di arte terapia a supporto delle sindromi neurodegenerative al di fuori di un contesto ospedalizzato, ma nell’ambito familiare
