Condividiamo il comunicato congiunto del comitato territoriale VAS Ancona e del Comitato Porto-Città di Ancona
BANCHINAMENTO DELLO STORICO MOLO CLEMENTINO AL PORTO DI ANCONA
PER LE GRANDI NAVI DA CROCIERA – ULTIMO ATTO
Il 25 marzo il Comitato Porto-Città di Ancona, Circolo Territoriale VAS – Onlus, ha presentato le osservazioni al progetto del banchinamento sottoposto ad autorizzazione VIA integrata dalla VAS al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Dopo tante contestazioni e manifestazioni il nostro Comitato, costituito da cittadini che per anni si è opposto a questo progetto sgarbato e fuori scala, ha presentato un dossier in cui, in circa 70 pagine, contesta con dati oggettivi scientifici e normativi, tutta l’arroganza del progetto e di chi quel progetto ha voluto. Abbiamo condotto la nostra battaglia in sintonia con le associazioni culturali e ambientaliste della città e con il sostegno della Piattaforma “Ancona – Porto Ambiente Salute Lavoro” dove sono confluite le associazioni ambientaliste e alcuni partiti.
Dopo il 4 aprile, termine entro il quale i portatori di interesse possono presentare le osservazioni, il MASE dovrà poi esprimersi sulla valutazione dell’impatto ambientale e sulla valutazione ambientale strategica del progetto. Le nostre osservazioni sono articolate e vanno a confutare ogni aspetto della ricca documentazione che l’Autorità Portuale di Ancona ha consegnato al MASE a sostegno del suo progetto.
Nelle osservazioni ribadiamo il nostro NO alla variante localizzata e il NO al progetto perché siamo contrari anche a tutta questa mastodontica aggressione sulla parte monumentale del Porto romano che deve essere protetta. Al progetto manca ancora l’autorizzazione della Soprintendenza ABAP delle provincie di Ancona e Pesaro e Urbino e quindi è una zona che di fatto viene depredata senza una autorizzazione riferita al suo valore storico-monumentale unico, insostituibile e al quale la città non rinuncia. Ribadiamo anche tutti i dubbi sui procedimenti autorizzativi riferiti alle conformità agli strumenti urbanistici vigenti ad ogni scala della destinazione d’uso croceristico. Inoltre, ribadiamo che il Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica non individua il porto di Ancona quale porto idoneo per le grandi navi da crociera, mentre l’Autorità Portuale vuole fare testardamente l’hub croceristico. Infine, denunciamo anche il livello di inquinamento del porto, troppo spesso fuori i limiti di legge, che contribuisce pesantemente a determinare 110 morti prematuri all’anno nella nostra città. Relazione causa e effetto a lungo termine degli inquinanti sulla popolazione anconetana verificata scientificamente da studi internazionali indipendenti. Anziché presentare un progetto ad alto tasso di pericolosità per la salute pubblica, tutelando il profitto privato, l’Autorità Portuale dovrebbe presentare dei piani per far rientrare l’inquinamento del porto entro il 31 dicembre 2029 come stabilisce la legge.
Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha finalmente dichiarato la sua contrarietà al progetto, anche se nel corso del suo mandato non ha raccolto le istanze dei cittadini di adoperarsi con misure concrete per contrastare l’inquinamento del porto né di bloccare la Delibera consiliare n. 50 del 2019, con la quale la precedente amministrazione di sinistra aveva voluto e sostenuto il progetto.
L’appuntamento per dire NO con forza al banchinamento è domenica 29 marzo alle ore 11 d’avanti all’Arco clementino con il flash mob organizzato dal nostro Comitato e dalla Piattaforma “Ancona – Porto Ambiente Salute Lavoro”.
