Condividiamo la dichiarazione del Presidente di Verdi Ambiente e Società, Stefano Zuppello, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026:
GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA: TRA CRISI CLIMATICA, DISEGUAGLIANZE E CONFLITTI, L’ACQUA È UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA SOCIALE
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, Verdi Ambiente e Società richiama con forza l’attenzione sul tema scelto quest’anno: il legame tra acqua e genere, in un contesto di crescente instabilità climatica. Un tema che non è più soltanto ambientale, ma profondamente politico, sociale ed etico.
La crisi climatica sta alterando in modo irreversibile il ciclo dell’acqua, intensificando fenomeni estremi come siccità prolungate e precipitazioni violente. Interi territori stanno sperimentando una riduzione drammatica delle risorse idriche disponibili, mentre aumenta la competizione per il loro accesso. In questo scenario, l’acqua si configura sempre più come un bene strategico, al centro di tensioni internazionali e potenziali conflitti.
Non è più una previsione lontana: il rischio di guerre per l’acqua è già una realtà in diverse aree del pianeta, dove la scarsità idrica si intreccia con fragilità politiche e disuguaglianze economiche. La crisi climatica, aggravando queste dinamiche, rende l’acqua una risorsa vitale sempre più contesa.
Il tema di quest’anno, “acqua e genere”, richiama inoltre una dimensione spesso invisibile ma cruciale: sono soprattutto le donne, in molte parti del mondo, a sostenere il peso della scarsità idrica, occupandosi dell’approvvigionamento domestico e subendo in prima persona le conseguenze sanitarie, economiche e sociali della mancanza d’acqua. Senza una prospettiva di genere nelle politiche idriche, non può esistere una reale giustizia ambientale.
Ma la crisi dell’acqua riguarda anche da vicino il nostro Paese. L’Italia continua a distinguersi negativamente per livelli di spreco idrico tra i più alti d’Europa: secondo i dati più recenti, oltre il 40% dell’acqua immessa nelle reti viene disperso a causa di infrastrutture obsolete e scarsa manutenzione. A questo si aggiungono consumi domestici elevati, che superano mediamente i 200 litri per abitante al giorno, ben al di sopra della media europea.
In un contesto segnato da siccità sempre più frequenti, come quelle che hanno colpito negli ultimi anni il bacino del Po e molte regioni del Centro-Sud, questi numeri sono semplicemente inaccettabili. Continuare a sprecare acqua significa aggravare una crisi che già oggi mette in difficoltà agricoltura, ecosistemi e comunità locali.
Di fronte a questa emergenza, è inaccettabile che continuino sprechi, privatizzazioni e una gestione inefficiente delle risorse idriche. Serve un cambio radicale di paradigma: l’acqua deve essere riconosciuta e tutelata come diritto umano fondamentale, sottratta alle logiche di mercato e garantita equamente a tutte e tutti.
Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee politiche coraggiose e vincolanti per la difesa dell’acqua: investimenti nelle infrastrutture idriche sostenibili, tutela degli ecosistemi, contrasto agli sprechi, integrazione della prospettiva di genere nelle politiche pubbliche e una governance realmente pubblica e partecipata.
La Giornata Mondiale dell’Acqua non può ridursi a una ricorrenza simbolica. È un richiamo urgente all’azione. Senza acqua non c’è vita, non c’è giustizia, non c’è pace, non c’è futuro.
Stefano Zuppello
Presidente VAS
