Condividiamo le dichiarazioni del Presidente di Verdi Ambiente e Società, Stefano Zuppello e del Referente VAS per l’Ecopacifismo, Ermete Ferraro.
VENEZUELA, GUERRE E FOSSILI: IL MONDO CHE NON VOGLIAMO
“Quello che è accaduto in Venezuela è inaccettabile: un intervento militare che configura una grave violazione del diritto internazionale, un atto di aggressione condotto a disprezzo della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli. Sono inaccettabili anche le parole di Trump e dei suoi accoliti, che tentano di giustificare questa azione e di normalizzare l’uso della forza come strumento politico.
Ma le vere motivazioni che stanno dietro a questo ingiustificato atto di guerra sono l’ennesima dimostrazione di un mondo ancora ostaggio dei combustibili fossili e delle guerre che essi generano.
Il Venezuela possiede una delle più grandi riserve di petrolio del pianeta. Non è quindi un caso che diventi un altro terreno di scontro geopolitico. Finché petrolio e gas restano al centro del nostro modello economico, continueranno le guerre per il controllo delle risorse, la destabilizzazione dei Paesi più fragili e la violenza come strumento politico.
Noi diciamo chiaramente: uscire dai fossili è anche una scelta di pace. La transizione ecologica non serve solo a ridurre le emissioni e contrastare la crisi climatica, ma anche a spezzare il legame tossico tra energia e guerra.
Questo si inserisce in uno scenario globale sempre più preoccupante: un mondo che viene spartito tra grandi potenze. Gli Stati Uniti, la Cina, la Russia. La Russia che invade l’Ucraina, le tensioni in Medio Oriente, l’America Latina sotto pressione. È una nuova guerra fredda, combattuta sulla pelle dei popoli e dell’ambiente.
Noi vogliamo un’altra direzione: energie rinnovabili, cooperazione internazionale, giustizia climatica e autodeterminazione dei popoli. Perché un mondo alimentato dal sole e dal vento è un mondo con meno guerre, meno ricatti e più futuro.
Riteniamo, in questo contesto, grave e preoccupante che il Governo Meloni abbia scelto di offrire appoggio politico a questa aggressione, invece di richiamare con nettezza il rispetto del diritto internazionale e il ripudio della guerra. L’Italia dovrebbe schierarsi per la pace e per la tutela dei popoli, non per legittimare l’uso della forza e l’ennesima guerra per le risorse.
Pace, clima e democrazia camminano insieme.”
