Condividiamo la dichiarazione di Stefano Zuppello, Presidente Verdi Ambiente e Società per la 6ˆ Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari.
6ª Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari.
La 6ª edizione, della Giornata Internazionale della Consapevolezza delle Perdite e degli Sprechi Alimentari, istituita dalle Nazioni Unite nel 2019, è dedicata all’obiettivo dell’Agenda 2030 che chiede di dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo e ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento.
“Purtroppo siamo ben lontani dall’obiettivo prefissato – dichiara il Presidente di Verdi Ambiente e Società, Stefano Zuppello – I dati che ci fornisce la FAO sono davvero eloquenti: nel mondo ogni anno vengono sprecate oltre 1,5 miliardi di tonnellate di cibo. Preoccupante è anche il fatto che circa il 60% dello spreco avviene nell’ambito familiare. In Europa, ogni anno vengono gettate 59 milioni di tonnellate di cibo, per un valore di 132 miliardi di euro. In Italia, seppur la situazione sembra migliorare negli ultimi tempi, sono ancora circa 4,5 milioni di tonnellate di cibo che viene sprecato per un valore di 14 miliardi di euro. Anche qui la percentuale maggiore di spreco avviene nell’ambito domestico.
Le cattive abitudini e la mancanza di una educazione alimentare sono tra le cause maggiori che determinano gli sprechi. Si spreca il cibo perché lo si fa scadere e perché se ne compra in eccedenza. Pane e frutta fresca sono tra gli alimenti che si sprecano di più.
Serve quindi – prosegue Zuppello – continuare a sensibilizzare e ad educare le famiglie e per questo VAS promuove da venti anni la campagna MANGIASANO che come obiettivo si prefigge proprio quello di correggere le cattive abitudini alimentari e favorire la ridistribuzione del cibo in eccedenza. Un modo questo di far fronte al bisogno di cibo.
Il cibo come diritto per tutti.
Secondo un comunicato del 2024 di FAO/UNICEF/WFP e altri sono oltre 295 milioni di persone in 53 Paese che hanno affrontato la “fame acuta” e circa 38 milioni di bambini sotto i 5 anni sono gravemente malnutriti.
Sprecare cibo – conclude Zuppello – non comporta soltanto lo spreco di risorse monetarie ma anche, o forse soprattutto, spreco di risorse naturali come acqua, terreni coltivati ed energia. Tutto questo crea un potente impatto ambientale basti pensare che il cibo buttato in un anno equivale all’10% delle emissioni di gas serra. Ridurre lo spreco alimentare, oltre ad essere un forte indicatore di civiltà, è soprattutto una questione di giustizia ambientale e sociale”.
