Condividiamo la dichiarazione congiunta del Presidente di VAS, Stefano Zuppello e del responsabile per l’ecopacifismo, Ermete Ferraro.
VAS HA ADERITO ALLA MOBILITAZIONE STOP REARM EUROPE E
PARTECIPERA’ ALLA MANIFESTAZIONE DEL 21 GIUGNO A ROMA
L’associazione nazionale di protezione ambientale VAS – da sempre impegnata anche sul terreno dell’ecopacifismo – ha convintamente aderito alla mobilitazione internazionale STOP REARM EUROPE, condividendone gli obiettivi di opposizione attiva all’assurdo programma di riarmo varato dall’Unione Europea, alimentando in tal modo la corsa agli armamenti ed un pericoloso clima militarista, bellicista e securitario.
L’apertura da parte di Israele di un nuovo fronte di guerra contro l’IRAN che purtroppo si accompagna ad un vero genocidio del popolo Palestinese a Gaza, le dichiarazioni belliciste di Trump, l’aumento dell’intensità del conflitto da parte di Putin contro l’Ucraina sono segnali pericolosi che si sta arrivando ad un punto di non ritorno. Insieme con altre centinaia di organizzazioni aderenti, infatti, VAS considera una follia spendere altri 800 miliardi di euro in armi, sottraendoli “ai servizi sociali, alla sanità, all’istruzione, al lavoro, alla costruzione della pace, alla cooperazione internazionale, a una giusta transizione e alla giustizia climatica”.
Non è certo un caso che alla pericolosa deriva dei progetti europei per la transizione ecologica si è aggiunta l’incredibile previsione di crescita degli investimenti comuni e nazionali per armarsi sempre di più, agitando lo spauracchio della ‘prontezza’ a fronteggiare immaginari attacchi ed alimentando una vera e propria economia di guerra.
Tutto ciò, viceversa, rischia di accrescere il pericolo di nuovi conflitti armati – in un clima internazionale già incandescente – e contribuirà ad aumentare la già pesante impronta ecologica del complesso militare-industriale, alimentando il cambiamento climatico anziché fronteggiarlo adeguatamente.
VAS, quindi, parteciperà alla grande manifestazione che si terrà a Roma il 21 giugno prossimo, per ribadire che non abbiamo affatto bisogno di prepararci alla guerra, ma piuttosto di una drastica riduzione degli armamenti convenzionali e soprattutto di quelli nucleari, la cui oscura minaccia incombe sul Pianeta e sull’umanità.
L’unica ‘sicurezza’ per la quale ci batteremo, allora, è quella sociale ed ecologica, che si raggiunge con una effettiva ‘conversione ecologica’ ed anche col disarmo, la riconversione dal militare al civile (non viceversa…) e con l’attuazione di un modello alternativo di difesa – non armato, civile e nonviolento – che la nostra Repubblica ha ufficialmente riconosciuto, ma finora mai attuato.
