Si è conclusa a Roma, nella storica sede della FAO, la seconda sessione della COP16 sulle Biodiversità. L’appuntamento di Roma si era reso necessario dopo il fallimento della Conferenza svoltasi a Calì in Colombia nel mese di novembre dello scorso anno.
Quando anche per l’incontro di Roma si temeva un nuovo fallimento, negli incontri della notte conclusiva, grazie soprattutto alla mediazione dei Paesi del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), si è raggiunto un importantissimo accordo firmato da tutti i Paesi partecipanti.
Verdi Ambiente e Società, da sempre impegnata nella difesa della biodiversità e degli ecosistemi naturali, saluta con soddisfazione il raggiungimento dell’accordo e osserva che ancora una volta la cooperazione internazionale può superare ideologismi e interessi di parte per raggiungere risultati in nome del benessere comune e del pianeta.
Questo accordo conferma le decisioni della COP15 di Montreal con lo stanziamento di 20 mld di dollari entro il 2025 e 30 mld di dollari entro il 2030, per un totale complessivo di 200 mld di dollari, con l’obiettivo di proteggere la biodiversità del 30% degli ecosistemi marini e terrestri. Nell’accordo viene anche fatto riferimento all’obiettivo di ridurre, sempre entro il 2030, i sussidi alle attività dannose per la biodiversità per 500 mld di dollari.
“Riteniamo sicuramente importante questo risultato “- dichiara Stefano Zuppello presidente di VAS – “soprattutto perché temevamo si ripetesse il fallimento dell’incontro di novembre. L’accordo della COP16 di Roma finalmente stabilisce risorse, modi e tempi per la tutela della biodiversità ambientale. Ora però siamo coscienti che inizia la parte più difficile, quella che impegna la comunità internazionale ad applicare l’accordo. Bisogna fare bene e presto e ci sono ancora alcuni elementi che non possono essere sottovalutati come l’assenza degli USA dalla Conferenza, il compromesso sulle modalità di monitoraggio e la mancata istituzione di strumenti finanziari più agili per l’utilizzo delle risorse. A questo va aggiunto un contesto internazionale tutt’altro che favorevole e che impegna tutto il mondo dell’associazionismo ambientalista, e tutti coloro che hanno a cuore il pianeta e i suoi abitanti, a mobilitarsi per garantire l’applicazione degli accordi”.
“Infine devo notare con rammarico che la presenza del Governo Italiano non è stata quella che ci si aspettava dal Paese ospite di una Conferenza mondiale di questa importanza: completamente assente all’apertura dei lavori, ha inviato a farsi rappresentare il solo sottosegretario all’Ambiente. Un gesto poco attento alle tematiche ambientali e anche al galateo istituzionale”.
