Terra dei Fuochi: il danno e la beffa…

L’annullamento della confisca dei condannati in due gradi di giudizio per l’interramento di rifiuti tossici, suscita degno e rabbia tra i cittadini e le vittime di quell’ecocidio.

Con un’accorata lettera, l’Associazione Volontari Antiroghi di Acerra (NA) ha invitato anche VAS a sostenere la battaglia di chi non si rassegna ad una sentenza troppo difficile da mandar giù e così si esprime:

«La Corte di Cassazione ha deciso ed i Pellini, condannati in via definitiva per reati ambientali, avranno indietro un patrimonio stimato in circa 220 milioni di euro. […] Allibiti, nauseati, indignati, derisi, minacciati, sconfitti ed infine traditi. Così si sentono gli ambientalisti che non riescono ancora a darsi una spiegazione su quanto accaduto in merito alla questione dei fratelli Pellini che, dopo essere stati condannati penalmente in via definitiva per disastro ambientale, per un cavillo giuridico riescono a riavere indietro auto, terreni, aziende, immobili, conti correnti ed elicotteri che costituiscono l’enorme patrimonio stimato in 220 milioni di euro».

 Come hanno sottolineato anche i media (ed in particolare Il Fatto Quotidiano) si è trattato di uno dei più gravi disastri ambientali, che nel 2006 ha disseminato sulla ex ‘Campania Felix’ un milione di tonnellate di rifiuti, scarti industriali ed altri residui pericolosi provenienti da fuori regione (Veneto e Toscana), sparsi sia nei terreni agricoli, sia in cave e reticoli idrici (i borbonici ‘Regi Lagni’), intossicando l’ambiente con varie sostanze, tra cui la diossina, da cui sono poi derivate gravissime conseguenze per la salute degli abitanti.

Nel 2013 i fratelli Pellini furono condannati a sei anni di carcere per disastro ambientale, sentenza confermata e aumentata due anni dopo in Appello, con un sequestro preventivo del vero e proprio impero economico accumulato da loro, valutato 220 milioni di euro. Purtroppo però, la Corte di Cassazione ha riscontrato la violazione del termine perentorio di 18 mesi previsti per emettere un provvedimento di secondo grado. Si è giunti così a fine marzo scorso alla decisione di restituire quell’enorme patrimonio a chi, anche dopo il 2016, ha continuato ad avvelenare il territorio, riaprendo una dolorosa ferita nelle vittime. 

terra dei fuochi pellini

In risposta a quell’appello,VAS Napoli, in una nota indirizzata dal coordinatore Ermete Ferraro all’Associazione Volontari Antiroghi di Acerra ha affermato: «Condividiamo la vostra indignazione per una decisione che capovolge la logica di una giustizia che sembrava ristabilita su quella triste vicenda. Quel disastro ambientale – un vero e proprio ‘ecocidio’ è infatti troppo grave e doloroso per poter essere ‘cassato’ senza provocare sgomento e rabbia. Ci uniamo quindi alla vostra comprensibile protesta, anche se va rilevato che la Cassazione non ha potuto non prendere atto di oggettive irregolarità procedurali precedenti. Vi siamo vicini come ambientalisti e come cittadini e seguiremo con attenzione questa vicenda, verificando anche con qualche legale se ci sono spazi per eventuali riscorsi di livello superiore».

Il Circolo metropolitano VAS di Napoli, oltre ad esprimere vicinanza e solidarietà a coloro che hanno sofferto e soffrono tuttora per quella drammatica violazione del territorio e per i danni ambientali e sanitari che ne sono derivati, continuerà ad adoperarsi per contrastare ogni forma d’inquinamento di un territorio già martoriato

La presenza ufficiale di un nostro rappresentante nellOsservatorio Ambientale regionale sul Termovalorizzatore di Acerra, infatti, è prova della volontà di agire fattivamente su quell’area, per bonificare l’ambiente ed affermare la legalità ed  il diritto alla salute dei suoi abitanti, contrastando tutte le emissioni che li rendono tuttora particolarmente vulnerabili alle patologie tumorali.

Ermete Ferraro
referente VAS Napoli

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