L’“impronta umana” rende trenta volte più probabile l’afa record

DI LUCA MERCALLI, IL FATTO QUOTIDIANO 29 MAGGIO 2022

In Italia – La precoce ondata di caldo nord-africano dei giorni scorsi è culminata tra sabato 21 e domenica 22 maggio al Settentrione con temperature massime di 31-33 °C in pianura e – con l’aiuto del vento di Foehn – 34 °C ad Aosta, 12 °C sopra media e nuovo record per il mese nella serie iniziata nel 1974. A inizio settimana la vampa estiva si è concentrata tra Sardegna, Sud e Adriatico spingendo i termometri a 36,3 °C a Francofonte, nel Siracusano, e a 36,7 °C a Iglesias, mentre al Nord l’anticiclone cedeva lasciando spazio a correnti occidentali più fresche, umide e instabili che hanno innescato molti temporali dal Torinese fino al Friuli. Tra gli episodi più appariscenti e rovinosi figurano le tempeste di vento e grandine che nella notte tra martedì e mercoledì hanno investito la pedemontana vicentina e trevigiana, funestando in particolare l’abitato e i vigneti di Asolo; danni anche in Lombardia, scoperchiato l’ospedale di Trescore Balneario (Bergamo), e una frana ad Angolo Terme (Val Camonica). Tempo nuovamente più stabile da giovedì, caldissimo venerdì in Toscana e Lazio con svariati altri primati per maggio tra cui 33,5 °C a Fiumicino, 33,9 °C a Pontremoli e 36,1 °C a Firenze, mentre venti da Nord-Est giunti ieri sera hanno scatenato nubifragi in Valpadana e propongono oggi una domenica decisamente più fresca. Ciononostante tra due giorni questo maggio andrà in archivio come uno tra i più caldi e secchi in due secoli di misure meteorologiche.
Nel mondo – Alcuni dati sull’eccezionale ondata di calore di una settimana fa in Europa: primati storici di temperatura massima per maggio di 31,4 °C a Grenoble, 34,4 °C all’osservatorio Fabra di Barcellona (attivo dal 1913), 34,6 °C a Strasburgo e 41,0 °C a Siviglia. Di conseguenza le acque del Mediterraneo occidentale si sono surriscaldate fino a 4 °C sopra la media, anomalia termica marina attualmente tra le più rilevanti al mondo. In Marocco, Paese da cui l’aria rovente risaliva, il nuovo record nazionale per maggio di 47,2 °C è ora più elevato perfino di quello di giugno! Calori insopportabili pure intorno al Golfo Persico, in Asia centrale e Cina, dove la città desertica di Turpan, nello Xinjiang, dopo pomeriggi a 40-42 °C nella notte tra mercoledì e giovedì non è scesa sotto i 33 °C, mai accaduto in maggio in tutto il territorio cinese. Il gruppo di ricerca World Weather Attribution ha stabilito che l’alterazione umana del clima ha reso trenta volte più probabile un evento di caldo estremo come quello che nelle scorse settimane ha colpito India e Pakistan con temperature fino a 51 °C. Alluvioni all’arrivo delle piogge monsoniche invece nel Sud-Est asiatico, in Vietnam, Bangladesh e nello stato indiano dell’Assam, ma inondazioni pure in Colombia e Brasile nord-orientale. L’enorme “Black Fire”, ampio oltre 700 chilometri quadrati, continua a bruciare la Gila National Forest nel New Mexico, divenendo il secondo più vasto mai osservato in questo Stato che è tra i più colpiti dalla megasiccità in corso nel Sud-Ovest americano. Il riscaldamento globale picchia duro soprattutto alle alte latitudini boreali, e in Norvegia le estati più calde e lunghe (anche una settimana in più rispetto a trent’anni fa nel Finnmark) determinano la rapida scomparsa di piccoli ghiacciai e l’affioramento di abbondanti reperti archeologici, abiti, scarpe e corredi di caccia, resti di animali, preservati nel ghiaccio talora per alcuni millenni e ora a rischio di degrado. Questi ritrovamenti da un lato confermano la portata plurimillenaria dell’attuale deglaciazione, dall’altro indicano l’urgenza di salvarli e di studiare il ruolo ecologico e culturale del ghiaccio nella storia locale prima che questo fonda per sempre. Ne parla il report Archeologia glaciale in Norvegia pubblicato dalla Norwegian University of Science and Technology.

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