In Italia ogni cittadino produce all’anno 6 tonnellate di Co2

DI LUCA MERCALLI, IL FATTO QUOTIDIANO, 24 APRILE 2022

In Italia – La Pasqua si è distinta per i forti temporali con grandine e inondazioni di strade a Palermo e dintorni (73 mm di precipitazione a Misilmeri). Intervallo soleggiato tra Pasquetta e martedì 19 aprile, poi una depressione dalle Baleari ha attivato una burrasca di scirocco caldo che ha nuovamente colpito la Sicilia settentrionale, già interessata con danni lo scorso 30 marzo: molti alberi caduti sotto le raffiche culminate giovedì a 142 km/h sui colli del Messinese, mentre all’osservatorio di Palermo si toccavano 26,9 °C. Le piogge si sono fatte intense nella notte tra giovedì e venerdì in Emilia-Romagna generando la piena improvvisa dei fiumi appenninici che prima erano in secca, specie tra Bologna e Cesena, dove sono caduti fin oltre 100 d’acqua, quasi il doppio della norma di aprile in poche ore. Ieri una bella piovuta ha finalmente interessato anche le assetate Alpi occidentali e nei prossimi giorni se ne potrà valutare l’efficacia nell’attenuazione della storica siccità padana. L’Inventario nazionale delle emissioni di gas serra redatto dall’Ispra dice che nel 2020 le attività antropiche in Italia hanno prodotto 381 milioni di tonnellate di Co2, pari a circa 6 tonnellate per abitante, e -9% rispetto al 2019 per effetto dei lockdown Covid-19. Il rimbalzo dovuto alla ripresa di economia e mobilità nel 2021 è del 7%, ciononostante il nostro Paese rimarrà comunque in linea con la tendenza al calo delle emissioni iniziato nel 2005 e giunto nel 2020 a -27% rispetto all’anno-base 1990, eppure occorre fare molto di più per centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, accelerando come non mai su rinnovabili ed efficienza energetica. Per questo è benvenuto il primo impianto eolico offshore del Mediterraneo (30 megawatt), finalmente inaugurato a Taranto dopo un esagerato iter autorizzativo di 14 anni! Il decreto contro il caro-bollette parla poi di condizionatori impostati non sotto i 27 °C in estate e riscaldamento non oltre 19 °C in inverno negli edifici pubblici: ma ci voleva una guerra per arrivarci?
Nel mondo – Il Sud Africa ha decretato lo stato di emergenza dopo le piogge alluvionali dell’11-12 aprile (fino a 200-400 mm in 24 ore), il cui grave bilancio è salito ad almeno 443 vittime. Mercoledì 20 è toccato poi all’Uzbekistan subire alluvioni-lampo intorno a Samarcanda, definite tra le peggiori in un ottantennio benché responsabili di “soli” quattro morti. Proseguono precoci e straordinari calori pre-monsonici in Asia meridionale, con decine di città in India e Pakistan già prossime ai 45 °C e per svariati giorni consecutivi, e continua l’estate tardiva in Nuova Zelanda, 26,5 °C ad Auckland, record per il mese nella serie dal 1966. Per la Giornata della Terra, venerdì 22 aprile, il servizio di monitoraggio satellitare del pianeta Eu-Copernicus ha diramato il rapporto European State of the Climate 2021, denso di efficaci indicatori di cambiamento climatico: nonostante l’anno nel suo insieme non sia stato così estremo in termini di temperatura (0,2 °C sopra la media trentennale), il continente ha vissuto la sua estate più calda (anomalia +1,0 °C), in cui hanno spiccato calori eccezionali, fiumi in secca e gravi incendi in zona mediterranea (tra cui i 48,8 °C di Siracusa), le acque del Baltico surriscaldate di 5 °C che tramite un’accresciuta evaporazione hanno in parte contribuito ai diluvi alluvionali di metà luglio in Germania e Belgio, e il record minimo di estensione del ghiaccio nel Mar di Groenlandia. A scala globale gli ultimi sette anni sono stati i più caldi mai registrati, e preoccupano gli ulteriori aumenti di concentrazione atmosferica non solo della Co2 (+0,6% dal 2020), ma anche del metano (+0,9%), altro potente gas serra che deriva soprattutto dal settore dell’allevamento intensivo e dallo scongelamento del permafrost artico.

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