Sia che parliamo di stati d’animo, di collocazioni geografiche, che di altre definizioni meramente tecniche, il risultato non cambia, in sostanza vuol dire essere lontano da dove si decide o da dove si amministra.
Questo in sintesi lo “sfogatoio” di sabato 4 marzo alla biblioteca di via Passerini a Niguarda, ultimo presidio dell’amministrazione comunale di Milano in uno dei quartieri che da sempre sono periferia e per anni hanno vissuto e governato in proprio i passaggi della storia, ma che oggi si sente isolata, ignorata, inascoltata, attraversata dal traffico e separata dallo sviluppo e dalle opportunità. In altre parole l’ultima ruota del carro.
Ospiti del Comitato di Quartiere Niguarda e di Verdi Ambiente e Società-Vas Aps Onlus, ne hanno parlato i cittadini confrontandosi con, Franco D’alfonso, Guido Pollice, Giovanni Poletti, Corrado Mandrioli, Walter Cherubini, Emmanuel Conte, nel tentativo di farsi sentire ed ascoltare laggiù, in centro, dove servizi, sicurezza, opportunità sono dato acquisito da sempre.
Riunire attorno ad un tavolo amministratori pubblici della Città Metropolitana , Consiglieri comunali della Lista Sala, Camera del Lavoro metropolitana, Consulta Periferie Milano, e il pubblico intervenuto, che traendo spunto da due libri , “Il partito della Città“ di Franco d’Alfonso sull’esperienza della Giunta Pisapia, e “La Città Metropolitana” di Giovanni Poletti, hanno confrontato le aspettative dei cittadini e del territorio con le dinamiche una politica locale che arranca, tra la perdita di consenso, la mancata partecipazione, una burocrazia asfissiante e risorse al lumicino, mentre risulta sempre più necessaria una integrazione con i territori contigui e lo studio, l’esplorazione di nuovi modelli, che risolvano le criticità delle realtà eccentriche ai luoghi decisionali.
Contenuti di tutto rispetto, segnalazioni e bisogni ma tanta consapevolezza che solo riscoprendo senso civico e la determinazione delle istituzioni nel portare avanti la ricerca di soddisfacimento dei bisogni, l’apertura di tavoli qualificati per affrontare criticità e sostenere le opportunità e le occasioni di sviluppo qualificanti, che la periferia di Milano, diventata nel frattempo centro dell’area metropolitana, possa ottenere nel dialogo tra istituzione contigue ed al momento lontane.
Il tutto nell’interesse dei cittadini e auspicabilmente nell’alveo tracciato dal “buongoverno” di Milano, capace di entrare nell’immaginario cosmopolita, ma freddo nei confronti dei 100 quartieri della città.
Paolo Casarin, Comitato di Quartiere di Niguarda



